Isabella Biscotti_Arte in Centro_Pescara

Rossella Biscotti

Definita come archeologa della memoria, recupera i residui del passato e mette in dubbio, il concetto di un’assoluta verità.

I lavori di  Rossella Biscotti (Molfetta, 1978) siano essi video, fotografie, sculture o installazioni, sono infatti per la maggior parte dei casi, il risultato di accurate ricerche d’archivio e si inseriscono in una modalità operativa che dal razionale sa sempre confluire nell’onirico-emozionale.

Intento dell’artista non è pertanto quello di colmare i buchi della storia alla ricerca della verità, che peraltro per l’artista non esiste, quanto quello di assorbirne le energie, le tracce (questo spesso avviene con la tecnica del calco), che daranno poi vita all’opera finale.

Fondamentale risulta inoltre il concetto della testimonianza e collaborazione, che instaura ad esempio sia con psicanalisti o detenuti. I dreamt that you changed into a cat… gatto… ha ha ha, presente alla Biennale di Venezia del 2013 di Massimilano Gioni, è ad esempio il risultato di un workshop, svolto con le detenute della Giudecca e intitolato Laboratorio Onirico, caratterizzato da un’installazione a pavimento, simile ad un labirinto spezzato, realizzata con il composto organico raccolto dalle prigioniere.

Ad accompagnare il lavoro, un sonoro che ogni giorno, alle quattro, diffondeva i sogni delle stesse. Un progetto questo, che si inserisce ancora una volta in quella continuità che caratterizza il suo fare e che commistiona il politico al marginale. Che investiga il tema della costrizione, del controllo, della prigione e di come questa struttura vada lentamente a minare anche quella fisica e mentale.
La testa e tutto ciò che essa racchiude, sembra infatti essere spesso il vero archivio che Biscotti preferisce investigare.

La relazione fra inconscio collettivo e personale. Le teste in oggetto, presenti in mostra, sono quelle di re Vittorio Emanuele II e di Benito Mussolini, costruite prima con il calco (2009) e poi con la proposizione artistica del loronegativo (2015). La forma è stata ripresa dalle originarie ed inedite, create da Prini e Rampini per l’Expo romana del ’42. Edizione mai svolta causa la guerra, eppure così pesante e incisiva pur nella sua fantasmaticità. Le teste in oggetto sono teste che ci appaiono prima celebrative, integre nella loro monumentalità, e poi smebrate, svelate della loro essenza. Separate dagli emisferi destro e sinistro, ricostruite come nelle lunghe sedute psicanaliche della pellicola Yellow Movie del 2010 o sezionate come in 168 Sections of a Human Brain (2009-2014), una serie di fotografie del primo taglio trasversale del cervello, collezionate dallo psichiatra freudiano Gerbrandus Jelgersma.

Rossella Biscotti cerca continuamente fra le pieghe. Recupera i residui di memoria e illumina, sempre in maniera caleidoscopica, i black out della Storia. Mette in dubbio, attraverso la testimonianza, il concetto di un’assoluta verità.

di Eva Comuzzi

 

Visite guidate e laboratori

E’ possibile effettuare la visita guidata alla mostra al Museo delle Genti d’Abruzzo e allo Spazio Matta di Pescara e prenotare attività didattico-laboratoriali per bambini sulla ricerca degli artisti presenti nell’esposizione.

La mostra sarà aperta:
da martedì a domenica
dalle ore 18.
30 alle 22.30

Per informazioni: tel.085.45100026

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